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  • Sara Fischer

Le Isole Abbandonate della Laguna di Venezia: San Giorgio in Alga


Incisione "fotografica" del 1779 di Tironi-Sandi

Il nome di questa isola deriva dal nome del suo patrono, San Giorgio, e dal fatto che nelle sua vicinanze crescevano moltissime alghe. Curioso, no?

E se invece vi dicessi che si narra che in tempi lontani in questa isola ci fossero i Templari?!

Ancora più curioso. Purtroppo non è mai stato appurato e queste sono pure speculazioni. C'è chi sostiene sia vero mentre altri le reputano semplicemente bufale.


Passiamo, invece, alla storia (appurata) di questa isola, che come molte altre della laguna veneziana, ha una storia che va indietro di parecchi secoli.


Attorno all'anno 1000, assieme alla costruzione della chiesa di S. Giorgio venne costruito un Monastero Benedettino che diede l'inizio alla prestigiosa storia di quest'isola.

Nel XV secolo raggiunse il periodo massimo della sua fioritura divenendo residenza di molti pii patrizi veneziani, tra i quali il Cardinale Antonio Corer, Gabriele Condulmer (Papa Eugenio IV, il 207° papa della chiesa cattolica), Lorenzo Giustiniani, Stefano Morosini.. Solo per citarne alcuni.


Come per la maggior parte delle isole della laguna, questa passò fra le mani di diversi ordini cattolici dopo i Benedettini: Agostiniani, poi Celestini e nel 1400 ai canonici regolari.

Nel 1458 la chiesa venne ampliata poiché centro insigne religioso dove vennero custodite numerose reliquie. Inoltre ospitava una delle più ricche biblioteche della Serenissima.

Nell'isola era anche presente una foresteria per chi transitava da Venezia alla terraferma, che era spesso sede di ricevimenti principeschi, magari fra il Doge e qualche missionario o ambasciatore di altre Repubbliche.


Purtroppo nel luglio 1716 (o 1717, non c'è estrema certezza sulla data) un grandissimo incendio distrusse la chiesa e gran parte del monastero in cui erano anche custoditi migliaia di libri della biblioteca.

A partire dal 1799, le parti del monastero che rimasero in piedi, vennero utilizzate come carcere politico e deposito delle polveri (polveriera).

Ebbe lo stesso ruolo anche durante la seconda guerra mondiale, dopo di che venne definitivamente abbandonata.


Oggigiorno l'isola risulta quasi completamente distrutta e lasciata a se stessa, fino a pochi anni fa si poteva scendere sull'isola per scoprire quel poco che ne rimaneva.

Purtroppo oggi, grazie all'incuria dei cittadini, è quasi impossibile scendervi poiché lo spazio di approdo è stato adibito a zona di scarico di elettrodomestici, mobili e pattume vario.

Se riusciste a scendere sull'isola, fate attenzione ai vari vetri e rovi di cui l'isola è cosparsa.

Vedrete ancora le fondamenta degli edifici antichi, le ampie finestre ad arco e l'altrettanto antica "cavana".

Sparse qua e la ci sono anche delle costruzioni più recenti, ovvero costruzioni militari delle quali fa parte anche una piccola torretta.

La vegetazione è rigogliosa e disordinata ma se andate nella giusta stagione troverete molti alberi da frutta, non dimenticate che l'isola una volta era coltivata, ed alcune piante si sono preservate fino ai giorni nostri!


Quando andrete via dall'isola noterete che in un'angolo è ancora visibile una statua della Madonna, decentemente conservata, che saluta i visitatori.


Ciao 👋

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©2020 di Sara Fischer