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  • Sara Fischer

Le Isole Abbandonate della Laguna di Venezia: Santo Spirito


Francesco Guardi - Isola di Santo Spirito nel XVIII sec.

L'isola di cui parleremo oggi si trova poco prima dell'Isola di Poveglia, sul canale di Malamocco a 500 metri dal Lido di Venezia e si chiama Santo Spirito.

La riconoscerete subito per i numerosi edifici che vi si trovano: cinque vecchie polveriere.

Questa isola, vista la sua posizione strategica, ha una lunghissima ed interessante storia.


Le prime notizie riguardo l'Isola del Santo Spirito risalgono al 1140, quando vi ebbero sede i Canonici Regolari, dei membri di ordini religiosi cattolici, che osservano determinate regole.

Due secoli dopo, all'incirca nel 1380, questi monaci furono cacciati dall'isola per la loro condotta di vita non consona a dei religiosi.

In seguito ospitò per un breve periodo i monaci Cistercensi della Trinità di Brondolo, rimasti senza monastero dopo la Guerra di Chioggia che qui fecero rifiorire il culto religioso.

Nel 1423, pochi anni dopo che i Cistercensi si trasferirono sull'isola vennero allontanati per far posto agli Eremitani, che prima avevano sede nel limitrofo Lazzaretto Vecchio (il nome dell'isola in realtà è S. Maria di Nazaret).

Questi vennero costretti ad abbandonare quest'ultima isola poiché venne adibita, appunto, a Lazzaretto per soccorrere gli infetti vista l'impellente pestilenza.


Gli Eremitani, visto lo stato pessimo della chiesa, la ricostruirono su progetto di Sansovino, chiudendo il suo atrio con ricchi cancelli di ferro. La ornarono con opere di Tiziano, Bonifacio e Palma il Vecchio.

Bonifacio face una pala rappresentante la Vergine, Palma il Vecchio raffigurò Sansone e Giona sui portelli dell'organo, Giuseppe Salviati dipinse il Cenacolo degli Apostoli, mentre Tiziano decorò il soffitto in diverse parti in cui raffigurò: il sacrificio di Abramo, l'uccisione di Abele per mano di Caino, il trionfo di Davide che sconfigge Golia, l'ascesa dello Spirito Santo e moltissime altre mirabili pitture.

Questo fu il periodo di maggior fioritura artistica e culturale dell'isola che tra il 1597 ed il 1603 ospitava anche una stamperia di libri e di musica.

Nel 1656 il Papa estinse l'ordine degli Eremitani e quindi questi vennero costretti ad abbandonare l'isola.


Il senato veneziano vendette tutti i beni degli Eremitani, traendone un milione di Ducati, ed utilizzò questo denaro per sostenere le spese provocate dalla guerra di Candia, la quinta guerra fra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano.

Le inestimabili opere d'arte, invece, furono trasferite nella Basilica della Salute, che in quel periodo era ancora in fase di costruzione.

Successivamente l'isola ospitò, per volere del Senato veneziano, una piccola congrega di frati chiamati Minori Osservanti che erano fuggiti da Candia (attualmente conosciuta come Creta) in seguito all'omonima guerra che aveva distrutto i loro monasteri.


Nel 1806 arrivò l'occupazione francese di Napoleone, che oltre ad aver distrutto innumerevoli edifici a Venezia, decise di radere al suolo l'isola di Santo Spirito e depredò sia la chiesa che il monastero.

Ogni edificio presente sull'isola venne distrutto per fare spazio a caserme e capannoni per l'utilizzo militare francese.


L'isola passò di governo in governo fino alla seconda guerra mondiale, in cui diventò una polveriera fino al 1965, anno in cui venne definitivamente abbandonata.

Da allora ha subito innumerevoli saccheggi, fra cui l'asportazione di un pozzo esagonale, risalente all'epoca rinascimentale.


Tutt'ora l'isola rimane abbandonata, negli ultimi anni ci sono stati parecchi progetti per bonificare l'isola e renderla una meta di tranquillità nel mezzo della laguna, purtroppo nessun progetto è stato realizzato fin ora.

Sappiamo bene che l'abbandono è il triste destino di molte isole della laguna di Venezia che non sono state comprate da multinazionali per crearci hotel di lusso o resort.


Ciao 👋

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©2020 di Sara Fischer