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  • Sara Fischer

Mistery Venice: Il Ponte dei Sospiri e le Prigioni di Palazzo Ducale


Quando si pensa a Venezia il Ponte dei Sospiri è una delle prime cose che, sicuramente, vi viene in mente.

Questo è un ponte aereo in pietra d'Istria e si può percorrere solo facendo visita a Palazzo Ducale e alle sue prigioni.

Tuttavia lo si può ammirare dal Ponte della Paglia, che si blocca costantemente per via delle orde di turisti. (vedi foto qui accanto)

Venne costruito nel '600 in concomitanza con la costruzione delle prigioni resasi necessaria poiché quelle vecchie, che si trovavano all'interno di Palazzo Ducale erano diventate insufficienti e poco sicure.

Il progetto è di Antonio Contino che lo rese aereo per evitare evasioni dalle prigioni e serviva per far transitare i carcerati fra le prigioni e le stanze dei magistrati dove venivano processati.

L'interno del ponte è molto particolare: è completamente chiuso e diviso in due corridoi separati: uno per entrare e l'altro per uscire.


Il mito del Ponte dei Sospiri nasce dalla tradizione popolare, che racconta che i carcerati passando per il ponte per chissà quale destino, sospirassero guardando attraverso le finestre, forse per l'ultima volta prima di essere condannati a morte.


Questo ponte collega il Palazzo Ducale al Palazzo delle Prigioni Nuove , dove si trovava, oltre alle prigioni, anche la Magistratura dei Signori di Notte al Criminal uno degli organi giudiziari più antichi della Serenissima creato per sorvegliare e giudicare i costumi dei cittadini soprattutto durante la vita notturna.

Come già menzionato le prigioni più antiche si trovavano all’interno del Palazzo Ducale.

Al piano terra erano presenti quelle più disagiate chiamate Pozzi ed erano costituite da 18 celle rivestite in legno, cupe e comunicanti solo da tetri corridoi.

Qui le condizioni di vita dei prigionieri erano terrificanti: era sporco e c'erano insetti di ogni tipo, il cibo era scarso e immangiabile, l’aria irrespirabile poiché non c'erano finestre e gli ambienti perennemente sovraffollati.

Invece, nei locali sottotetto erano ospitati i carcerati più altolocati o che erano in attesa di giudizio. Questa parte delle prigioni viene chiamata Piombi e devono il loro nome alle lastre di piombo che rivestivano il tetto, rendendo le celle soffocanti d’estate e gelide d’inverno.

Giacomo Casanova, fu uno dei più famosi ospiti di queste prigioni e l'unico che riuscì mai ad evadere tramite i tetti, poi scomparve a bordo di una gondola.


La tortura più in voga della Serenissima era la tortura “della Goccia”, lunga, terribile e straziante.

Il carcerato veniva legato ad una sedia e immobilizzato tirandogli la testa all’indietro, già questa era di per sé una tortura.

Da una altezza bassa vengono fatte cadere costantemente delle gocce di acqua gelida sulla fronte per un periodo di tempo molto lungo. Si dice, che per un periodo prolungato di tortura, la goccia provochi la pazzia e consumi la scatola cranica fino ad erodere un buco.

La goccia di acqua che cade ritmicamente e perennemente impedisce al prigioniero di rilassarsi o di dormire. La posizione seduta forzata causa problemi di circolazione e dolori muscolari alle gambe. Mentre l’acqua fredda provoca forti brividi e raffredda il corpo del prigioniero. La combinazione di tutti questi elementi, a lungo andare, provoca la morte del soggetto.


Molti sono coloro che hanno perso la vita in queste celle e si possono ancora sentire le grida che riecheggiano fra i tetri corridoi delle prigioni.


Ciao 👻

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©2020 di Sara Fischer